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Venerdì 15 Febbraio 2008 |
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San Marino |
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Referendum in tema di lavoro e scala mobile: la posizione della CSU, non votare i referendum, è coerente con le batttaglie intraprese dai lavoratori negli ultimi anni -
La decisione della CSU di indicare ai lavoratori ed ai cittadini sammarinesi di non votare i referendum sul lavoro e scala mobile trova pienamente d’accordo il Direttivo della FULI/CSdL.
"Anni di battaglie dei lavoratori dell’industria e dell’artigianato per la regolamentazione delle nuove forme di lavoro afferma una nota - esistenti in tutta Europa e che hanno prodotto norme di tutela per questi lavoratori molto più avanzate rispetto al resto dell’Europa stessa, non possono essere cancellati con il colpo di spugna referendario.
La conseguenza sarebbe quella che i datori di lavoro sarebbero autorizzati a tornare alle modalità illegali e non curanti delle norme di tutela del lavoro con le quali veniva utilizzato il lavoro interinale e il contratto di collaborazione coordinata e continuativa prima dell’introduzione di queste norme. Quella era la vera precarietà ed il modo di sottopagare centinaia di lavoratori che venivano dal circondario, e che oggi operano a San Marino con pari dignità, distinguendo tra chi è lavoratore dipendente e chi invece è configurabile come lavoratore autonomo. Non è un caso che i numeri di queste tipologie di lavoro sono drasticamente calati.
A quei partiti che sostengono questi referendum, il Direttivo FULI/CSdL chiede come intendono attuare ciò che hanno affermato, e cioè “statuire che, oltre alla flessibilità esistente, altri istituti di precariato sono illegali e sanzionabili”, considerando che i principali problemi sono proprio l’inadeguatezza delle sanzioni e la necessità di una vigilanza più efficace da parte degli organi preposti. Relativamente al referendum sulla reintroduzione per legge e non frutto della libera scelta dei lavoratori, di un meccanismo automatico di rivalutazione delle retribuzioni, il Direttivo FULI/CSdL ritiene che sia uno strumento anacronistico e che non tutela i redditi da lavoro, particolarmente quelli più bassi, dall’erosione dell’inflazione, che va contrastata a monte attraverso una seria politica dei redditi, e non rincorsa, come avveniva con meccanismi automatici come la scala mobile prima e l’MPR poi.
La storia sindacale e contrattuale recente dimostra come i contratti di lavoro siano il migliore strumento democratico e partecipativo per raggiungere questo obiettivo, sia perché assegnano ai lavoratori, come è naturale, la funzione di decidere del loro salario e delle condizioni generali che regolamentano il rapporto di lavoro, sia perché i risultati ottenuti hanno prodotto esiti migliori dei meccanismi automatici. Oltre a questi motivi, va rilevato il fatto che sono chiamati a decidere tutti i cittadini, datori di lavoro compresi, su temi le cui conseguenze ricadrebbero solo sui lavoratori dipendenti, che sono solo un terzo del corpo elettorale, relegando al contempo al ruolo di spettatori 6000 frontalieri. Per questo la posizione espressa dalla CSU, che chiede di non votare questi referendum, è assolutamente condivisibile.
La FULI/CSdL ritiene che il ruolo di soggetto attivo nella società del movimento dei lavoratori non possa essere delegato ad altri che non siano i lavoratori stessi. In questo senso il direttivo FULI/CSdL considera necessario che la decisione di difendere le conquiste dei lavoratori vada presa dai lavoratori stessi, i quali, attraverso un programma di assemblee che coinvolga tutte le categorie, dovranno essere adeguatamente posti in condizione di assumere tale decisione.
Allo stesso modo andrà informata tutta la popolazione, attraverso conferenze pubbliche, delle ragioni che hanno indotto la CSU ad assumere la legittima posizione di disertare le urne rispetto a questi tre referendum. In questo senso si invita la CSU ad attivarsi affinché i lavoratori e la cittadinanza siano resi consapevoli della posizione del sindacato.
Il Direttivo FULI/CSdL ha inoltre espresso soddisfazione per la sentenza definitiva relativa al procedimento penale per l’infortunio mortale occorso nel 2002 a Lakebir Lakhouiri. Procedimento che ha portato alla condanna penale dell’ amministratore della TU.LE di Gualdicciolo. Questo porta nuovamente all’attenzione i problemi legati al tema dell’igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. La prevenzione, attuando tutte le misure di sicurezza possibili, rimane l’elemento fondamentale contro gli infortuni ma, per far sì che questo si verifichi compiutamente, occorre vi sia la certezza che chi non ottempera ai propri obblighi sia adeguatamente sanzionato, sia sul piano penale che civile.
Domagnano, 14 febbraio 2008
Il
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