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Il doveroso ricordo di Paul Samuelson -
Fino a poco fa Paul Samuelson scriveva i suoi commenti sull’attualità economica con una passione non minore di quella per l’analisi economica. Ma il suo ricordo resterà indelebile perché non c’è campo in cui non ci abbia lasciato risultati imprescindibili per chi è venuto dopo di lui. A soli 26 anni si era imposto, nel 1941, con una tesi intitolata Foundations of Economic Analysis, poi divenuta un libro famoso, mostrando quanto giovasse l’applicazione all’economia dell’ottimizzazione vincolata e del “principio di corrispondenza”, tratti dalla fisica. Questi metodi fornirono i principi unificanti all’analisi economica, che Samuelson ha poi applicato in tutti i campi dell’economia: la teoria del consumo, del benessere, del commercio internazionale, del capitale e della crescita, l’economia pubblica, la teoria del ciclo economico e la finanza. E’ qui che Samuelson ha lasciato contributi memorabili. Nella teoria del consumo, il principio delle “preferenze rivelate”, è ancora fondamentale in microeconomia. Per il commercio internazionale, ha proposto il teorema di Stolper-Samuelson, secondo il quale aprire un paese al commercio internazionale avvantaggia il fattore di produzione più abbondante in quel paese, risultato che ha posto le basi per i lavori successivi sulla determinazione dei salari e dei tassi d’interesse di equilibrio in presenza di libero scambio. Nella teoria del benessere, ha mostrato come le scelte collettive si possano analizzare con quelle che ora sono note come “funzioni Bergson-Samuelson del benessere sociale” e ha proposto la nozione di “beni pubblici”, fondamentale per gli interventi statali in economia. In macroeconomia, con Hicks e Modigliani, ha formalizzato l’analisi keynesiana, pervenendo alla “sintesi neoclassica”. In economia pubblica, con Peter Diamond, ha ideato il modello a generazioni sovrapposte, usato per studiare le conseguenze della politica fiscale e della struttura delle pensioni. In finanza ha contribuito alla teoria dell’efficienza informativa dei mercati e a quella della valutazione delle opzioni. In tutto ha avuto la semplicità della grandezza, non solo nell’eleganza dei suoi modelli, ma anche nella vita. Lo ricordiamo con il papillon da professore di altri tempi, ma meglio sarebbe ricordarlo per la cordialità con cui trattava i suoi studenti.
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