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Nel Ravennate impatto soft dellla crisi -
Per il presidente Tampieri le difficoltà legate al momento internazionale si sentono meno che altrove
“Il momento economico è particolarmente difficile, anche se nella nostra realtà ravennate per ora gli effetti si avvertono in maniera più soft che altrove. E’ una crisi internazionale che sta colpendo tutti i Paesi industrializzati. Ma è altrettanto evidente che i Governi, la stessa Unione Europea, le Istituzioni come Regione, Provincia e Comuni, stanno mettendo in atto le misure necessarie per creare le condizioni affinché il sistema produttivo possa ripartire”. Così Giovanni Tampieri, presidente di Confindustria Ravenna, commenta l’attuale situazione economica e l’impegno a reagire messo in campo dagli imprenditori.
Aggiunge Tampieri: “Le azioni intraprese per affrontare la crisi - quindi innovazione, ricerca di nuovi mercati, ricerca costante della qualità, nuovi prodotti – possono creare le condizioni per un rafforzamento del sistema industriale. Perché ciò accada è necessario che si crei un ambiente favorevole al rilancio industriale. Nella nostra provincia stiamo perseguendo questi obiettivi”. Confindustria Ravenna ha partecipato ai Tavoli istituzionali contro la crisi, con proposte concrete sul fronte del credito alle imprese, sui progetti da cantierare con immediatezza, sui programmi di sviluppo futuro. “Le banche locali – aggiunge Tampieri - hanno stanziato fondi per venie incontro ai lavoratori in cassa integrazione e sostenere le difficoltà delle famiglie. Da un nostro sondaggio è emerso che esiste un proficuo dialogo tra imprese e banche locali”.
Tra banche e imprese
il rapporto resta buono
E in effetti Ravenna sembra, sul versante del credito per le imprese, un’isola felice. Il sondaggio di Confindustria Ravenna mette in luce “un positivo rapporto tra sistema delle imprese e istituti di credito. In particolare circa il 68% delle aziende ritiene che l’attuale crisi finanziaria non abbia comportato cambiamenti sostanziali nella relazione con le banche partner e più del 70% dichiara di non aver avuto conseguenze negative sulla propria valutazione di affidabilità da parte delle stesse”.
Tuttavia dall’analisi del residuo campione che lamenta problematiche in merito si nota “uno sbilanciamento sulle piccole imprese, e in particolare sulla fascia con dimensione compresa tra 15 ai 50 dipendenti”.
Per ciò che riguarda i settori che più incidono sul campione delle imprese che ritengono che l’attuale crisi abbia, invece, comportato dei cambiamenti nella relazione con il sistema bancario il sondaggi indica la metalmeccanica e il terziario: rilevano una maggiore rigidità nell’erogazione del credito e un allungamento dei tempi di definizione delle pratiche.
Queste aziende hanno anche sottolineato l’esigenza di ridurre la loro esposizione finanziaria tramite l’attivazione di forme di finanziamento diversificate.
La fiducia del sistema bancario verso le aziende è provata anche dal fatto che la maggioranza degli intervistati ha dichiarato di non aver riscontrato, nell’attuale fase di difficoltà economico-finanziaria globale, allungamenti nei tempi di approvazione delle pratiche, come pure di non aver rilevato disparità significative di trattamento da parte di diversi istituti di credito rispetto alle medesime richieste di finanziamento. Il campione residuo pone tuttavia l’attenzione su una maggiore burocrazia richiesta da alcuni istituti piuttosto che da altri e differenze riscontrate in merito alle garanzie richieste.
Urgente l’avvio
di opere pubbliche
“Confindustria Ravenna ha quindi chiesto – continua il Presidente - che l’avvio di quelle opere pubbliche per le quali esistono già progetti e, per buona, parte anche finanziamenti. Da queste opere può venire ossigeno importante per le imprese e un rilancio dell’immagine del territorio ravennate. A questo proposito voglio anche ricordare la lettera ai sindaci del Ravennate, inviata da Nicola Pasini, presidente dell’Ance, per chiedere di dar corso alla legge che consente ai Comuni un affidamento diretto dei lavori quando l’importo è inferiore ai 500 mila euro. Abbiamo poi chiesto ai tre comprensori di Ravenna, Faenza e Lugo un serio impegno per la semplificazione amministrativa, in modo che la progettualità esistente possa tradursi in investimenti concreti in tempi rapidi”.
Confindustria Ravenna punta su alcuni progetti precisi: Darsena di città, sviluppo del porto, Ravenna Città del-l’Energia dal rigassificatore alle fonti rinnovabili, Tecnopolo, università e ricerca, infrastrutture, turismo.
“Tutti temi che sviluppiamo – insieme ad altre proposte – nel nostro Progetto Ravenna2030: progetto che vedrà il suo primo momento pubblico il 23 aprile con un iniziativa dal titolo “Uno Sguardo sul Futuro” e nella quale con relatori di respiro internazionale cercheremo di capire come sarà il mondo dopo questa crisi””.
Progetto Ravenna
Città dell’energia
“Il progetto ‘Ravenna città dell’energia’ ci vede impegnati da tempo. Dobbiamo coniugare la necessità di sfruttare al meglio le risorse da idrocarburi con le fonti rinnovabili. In questo ambito Ravenna ha le carte in regola per rilanciare il ruolo di Città dell’Energia. Da 50 anni è in atto una proficua collaborazione con Eni sul fronte dello sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi in Adriatico, rapporto che potrebbe ulteriormente consolidarsi sia con nuove infrastrutturazioni che con il consolidamento di un centro studi specializzato. Ma Ravenna è in grado di giocare un ruolo propositivo anche sul fronte delle energie rinnovabili. Esistono centri ricerca avanzati, facoltà universitarie, progetti imprenditoriali che se, messi in sinergia, potrebbero dare contributo molto concreto a raggiungere gli obiettivi previsti dall’UE e dai Piani Energetici che ne sono seguiti. Pensiamo ai progetti già predisposti in ambito provinciale per lo sfruttamento delle biomasse e del biodiesel, ai progetti per l’utilizzo dell’energia solare ed eolica. Riunire in un unico grande contenitore denominato Ravenna Città dell’Energia questi progetti significa accrescerne il valore aggiunto, innestare start up imprenditoriali, offrire opportunità di lavoro per titoli di studio medio-alti. Il fattore tempo diventa quindi decisivo“. Confindustria Ravenna chiede però di assumere decisioni rapide. “E’ una richiesta che avanziamo a Ravenna come altrove. A Faenza, in occasione della Conferenza economica, abbiamo ribadito lo stesso principio pensando alla necessità reperire aree industriali a prezzi contenuti, all’opportunità di far interagire i centri ricerca, al rilancio del turismo”.
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