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Il comparto indutriale soffre anche lungo l'asse Forlì - Cesena -
Il comparto industriale “sta soffrendo”, a causa delle ben note difficoltà della congiuntura nazionale ed internazionale. Appaiono evidenti anche le “brusche frenate”, che si registrano in tutte le Regioni italiane più industrializzate. In sintesi, questa l’analisi che si ricava dall’Indagine sull’andamento congiunturale di Confindustria Forlì – Cesena su un campione di 81 imprenditori del Forlivese (45) e del Cesenate (36).
Dopo un semestre 2008 positivo si è registrata una caduta repentina. Il dato più eclatante è la vertiginosa crescita del ricorso alla Cassa Integrazioni Ordinaria.
I dati INPS indicano che l’aumento annuo è stato del 62%. Questo risultato deriva dalla media fra la crescita della “gestione manifatturiera” e la crescita della “gestione edile”. Si moltiplicano, purtroppo, le situazioni critiche e, pertanto, i volumi della produzione si sono ridotti ad un modestissimo + 1,3%. Il In soli 3 mesi, secondo l’analisi, si sono persi 2/3 punti rispetto all’inizio dell’anno.
Analoghi trend anche per i dati riguardanti il fatturato, che mostrano un rallentamento più accentuato sull’export: si sono persi 4/5 punti e risulta peggiore la situazione nel “Forlivese” dove i cali, rispetto al “Cesenate”, sono più accentuati.
In linea con i trend descritti anche i dati riguardanti la “giacenza dei prodotti finiti” e il “ricorso al lavoro esterno”.
Previsioni 2009
Per le previsioni relative al 1° semestre del 2009, il rapporto usa una formula molto efficace: le guida il “pessimismo della ragione”, sulla scorta delle indicazioni di tutti i principali Centri Studi Nazionali ed Esteri che stanno rivedendo al ribasso le precedenti proiezioni. Costituiscono segnali oggettivamente preoccupanti, sia il trend ancora calante dell’economica mondiale, sia il forte rallentamento del comparto dell’edilizia, il cui andamento, anche sul nostro territorio, condiziona “a monte” ed “a valle” molte decine di settori manifatturieri.
In particolare, risultano preoccupanti i dati riguardanti la produzione (le segnalazioni di calo arrivano al 67% e quelle di crescita si fermano al 9%: solamente 12 mesi fa arrivavano ancora al 32%). Altrettanto preoccupanti i dati relativi agli ordini (le segnalazioni di “calo” sono giunte al 70% e quelle di crescita non superano il 7% delle rilevazioni).
I dati appena citati rappresentano lo sbalzo negativo peggiore mai registrato nel corso della presente rilevazione, che i nostri uffici conducono ininterrottamente dal 1984.
Indicazioni negative anche per l’occupazione: le segnalazioni di “calo” sono in sensibile aumento, sia nel territorio cesenate (46%), sia nel territorio forlivese (38%). Secondo il rapporto, indipendentemente dall’alternarsi dei cicli congiunturali, occorre continuare a “varare iniziative di orientamento professionale, mirate a favorire al massimo l’incontro fra le istanze delle aziende e quelle di chi cerca lavoro, sia provenendo dal territorio circostante, sia da fuori di esso”.
Per quanto riguarda, la congiuntura dei singoli settori, emergono dati assai diversificati, che delineano una realtà alquanto disomogenea.
Nella rilevazione sono presenti anche dati relativi alla qualità e quantità degli investimenti. Il quadro complessivo, fatto a consuntivo di quanto verificatosi nel 2008, risulta così riassumibile: il “quantum” investito oscilla intorno al 5% del fatturato (quantitativo ancora incoraggiante, ma di 1 punto inferiore a quanto registratosi lo scorso anno); esiste, però, anche un 7% di imprese che dichiara di non aver effettuato nessun investimento nel corso del 2008 (dato, questo, cresciuto di 2 punti in 12 mesi).
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