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Come realizzare e proteggere l’innovazione aziendale -
“Stiamo attraversando un momento di crisi, ma è proprio in momenti come questi che le imprese devono individuare e valorizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per realizzare e proteggere innovazioni industriali, quelle che consentiranno di trovarsi in una posizione privilegiata quando l’economia ricomincerà a recuperare terreno”. Nelle parole dell’avvocato Silvia Rossi (nella foto), Direttore dell’Ufficio di Stato Brevetti e Marchi e Responsabile dell’Ufficio per la Promozione e il Coordinamento delle Attività di Ricerca, lo scopo del seminario di formazione “Innovazione e Impresa”, diviso in tre incontri, in programma il 13 e 27 marzo e il 10 aprile presso la Sala Montelupo di Domagnano. L’iniziativa, che nasce dal-l’osmosi di intenti tra l’Associazione Nazionale dell’Industria Sammarinese e l’Ufficio di Stato Brevetti e Marchi, con il patrocinio delle Segreteria di Stato all’Industria e della Segreteria di Stato con la delega alla Ricerca, mette al centro le conoscenze nella gestione strategica e operativa dell’innovazione e della R&S nelle PMI, una risorsa fondamentale per affrontare a testa alta la battaglia della competitività, figlia – anche – della globalizzazione.
Strategie
e finalità
E’ quindi strategico capire i meccanismi e le leve su cui le imprese possono contare e agire per creare innovazione e mettersi sul mercato in maniera competitiva: la gestione dei processi innovativi e la loro pianificazione strategica, la difesa delle idee innovative, i finanziamenti pubblici messi a disposizione nel Bilancio dello Stato. L’innovazione è ormai universalmente riconosciuta come la forza trainante della crescita economica, essa si manifesta in nuovi prodotti e servizi e in nuovi metodi di produzione o fornitura di tali prodotti e servizi, che aggiungono valore all’economia. Le PMI sono assai spesso fautrici e responsabili di gran parte delle innovazioni, che portano con sé nuovi prodotti e servizi di maggiore valore. Ma spesso non lo sanno. Come non sanno quanto sia importante registrare e quindi tutelare il frutto delle proprie ricerche.
La gestione
dell’innovazione
L’illustrazione del primo incontro del seminario è affidata all’Università degli Studi di San Marino. “Abbiamo la fortuna di avere all’interno del- l’Università un Dipartimento di Economia, in cui possono reperirsi professionalità e conoscenze per nulla ovvie nel contesto sammarinese. Sono convinta - afferma Silvia Rossi - che l’Università possa dare un grande contributo allo sviluppo delle realtà produttive sammarinesi non solo in termini di offerta di istruzione, ma anche su altri fronti: per esempio il progetto del Parco Tecnologico o la divulgazione dei temi legati alla gestione delle innovazione”.
L’importanza
del brevetto
“Il brevetto – spiega Silvia Rossi – è lo strumento di protezione delle invenzioni. In termini giuridici è un diritto esclusivo concesso per un’invenzione, (ad esempio un prodotto nuovo o un processo che fornisce un nuovo modo per realizzare un prodotto). Esso offre protezione per un periodo di 20 anni a partire dalla data di deposito, nello Stato in cui esso è depositato. Da notare che lo Stato offre protezione al brevetto in cambio della divulgazione pubblica dell’invenzione, che così diventa patrimonio comune della tecnica, anche se sfruttabile dal punto di vista economico solo dal suo proprietario. Il brevetto è quindi anche uno strumento per creare un valore all’interno del-l’azienda, il proprietario del brevetto ha infatti il diritto di disporre di tale bene immateriale, può sfruttarlo direttamente o venderlo o concederlo in licenza, con evidente profitto economico”. Quali opportunità di brevettazione hanno le imprese sammarinesi? “Con la nascita dell’Ufficio di Stato Brevetti e Marchi, avvenuta del 1999, lo Stato di San Marino ha iniziato ad esercitare una sua prerogativa statuale che fino a quel momento non era mai stata esercitata. Dal 1999 quindi è possibile ottenere il brevetto nazionale sammarinese. Con la successiva adesione alla convenzione internazionale denominata P.C.T. (Patent Cooperation Treaty), avvenuta nel 2004, è possibile estendere per le vie internazionali agli altri paesi membri di questa convenzione (tutti i paesi industrializzati) il brevetto sammarinese, con un forte risparmio di spese. Mi spiego: non è subito necessario fare la traduzione del testo del brevetto in tutte le lingue dei paesi che si vogliono raggiungere, ma la domanda di estensione può essere fatta in una lingua sola e le spese di traduzione e le tasse di brevettazione dovranno essere effettivamente sostenute solo al momento di effettiva registrazione del brevetto nel paese di destinazione, cosa che avviene al termine di una procedura di esame del brevetto che consente di accertare anche l’effettivo valore di esso. E’ in corso di ratifica in questi giorni davanti al Consiglio Grande e Generale la Convenzione sul Brevetto Europeo (C.B.E.). Con ciò San Marino entrerà a fare parte di un’altra importante organizzazione internazionale ampliando così le possibilità di brevettazione anche per le imprese sammarinesi”.
I finanziamenti
a San Marino
“A partire dal 2006 lo Stato si è dotato di uno strumento legislativo (legge 27 gennaio 2006 n. 19) destinato a stimolare e promuovere la ricerca industriale all’interno delle realtà produttive della Repubblica di San Marino. L’impegno finanziario dello Stato si è manifestato negli articoli delle successive leggi di bilancio che hanno finanziato la quota di credito agevolato erogabile (4 ml. di euro nel 2007 e nel 2008, 5 ml. per il 2009), con interessi a carico dello Stato, per progetti di ricerca approvati da un Comitato Esperti Valutatori (CEV), al termine di una procedura di esame documentale. Va rilevato che la quota del finanziamento erogabile è stata aumentata nel bilancio 2009, con l’evidente volontà di incoraggiare ulteriormente le imprese a intraprendere progetti di ricerca. La legge, oltre allo strumento del credito agevolato prevede anche il credito d’imposta e dal 2008 anche, in alternativa, gli sgravi contributivi. L’intervento pubblico assume la forma del credito agevolato nella misura massima del 50% sui costi ammissibili e di credito d’imposta IGR nella misura massima del 30% dei costi, con un tetto massimo di 300.000 euro, nel caso si tratti di progetti condotti in collaborazione con imprese estere, sotto l’egida dell’organismo internazionale denominato Eureka. Nel caso in cui il progetto sia svolto dalla sola impresa sammarinese, le percentuali di credito agevolato e credito d’imposta scendono rispettivamente al 40 e al 20%.
Dall’entrata in vigore della legge ad oggi sono stati finanziati 9 progetti di ricerca, tre sono in corso di approvazione. Le imprese che hanno dimostrato interesse per la materia sono più di 9, ma è evidente che le piccole imprese incontrano maggiori difficoltà delle grandi imprese nell’elaborazione della strategia di innovazione e nel fare emergere i risultati della ricerca. Spesso le grandi imprese hanno in organico personale specifico e professionale che si occupa della R&S, il problema è che le piccole imprese non sempre possono adibire personale specifico alla sola ricerca. E’ quindi necessario fare ricorso a professionisti esterni, che vanno reperiti però in adeguate professionalità, quali consulenti in proprietà industriale e consulenti sugli aspetti tecnici delle innovazioni o ancora sugli aspetti economici delle stesse. D’altro canto però le piccole imprese possono contare su un’alta gestione imprenditoriale, cioè sono in grado di esprimere maggiore inventiva, spirito di sacrificio e vocazione al mercato. Da non sottovalutare poi le opportunità derivanti dalla cooperazione internazionale in materia di ricerca, che con i progetti Eureka anche nella Repubblica di San Marino può essere perseguita, la possibilità di mettersi ‘in rete’ con partner esterni è utile non solo per la fase di realizzazione dell’innovazione ma anche e soprattutto nella fase di commercializzazione del prodotto, perché connessa con la possibilità di apertura di nuovi mercati”.
In conclusione:
obiettivo formazione
L’iniziativa quindi nasce come prima risposta che l’Assoindustria, in sinergia con il settore pubblico, vuole dare alle imprese che vogliono incrementare la propria competitività rispetto alle realtà produttive esterne al territorio, che in materia sono sicuramente un passo più avanti, potendo contare anche sugli aiuti europei. Il seminario ha anche lo scopo di fare conoscere e promuovere i servizi offerti dalla PA, con l’ambizione di consentire alle imprese della Repubblica un pieno sfruttamento delle opportunità e dei servizi a loro disposizione.
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