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San Marino ha la capacità di affrontare lo shock -
Al centro della “Giornata dell’Economia” 2009 del 21 dicembre scorso, la presentazione del Rapporto sull’andamento dell’economia 2008 e dell’Analisi Congiunturale semestrale di dicembre 2009. Sono intervenuti Massimo Ghiotti, Direttore della Camera di Commercio, e Massimo Guagnini di Prometeia, società di consulenza economica e finanziaria.
I due relatori hanno delineato con chiarezza il quadro della situazione economica sammarinese dell’ultimo biennio. Interessante il confronto della realtà sammarinese con quella italiana ed europea, introdotto da Massimo Guagnini: in Europa la crisi dell’economia è dovuta a fattori esterni come il calo delle esportazioni e dei consumi delle famiglie; a San Marino il ciclo negativo è stato prodotto da fattori interni, in primis una forte riduzione degli investimenti, causata a sua volta da un pesante clima di sfiducia interno. In un contesto generale di diminuzione del margine di profitto delle imprese, permane, afferma una nota della Camera di Commercio “una base importante su cui lavorare e costruire uno sviluppo per gli anni a venire, proprio perché nella nostra Repubblica non ci sono segnali di cedimento nei settori come invece avviene fuori dai confini. Un segnale positivo quindi che evidenzia come San Marino abbia avuto la capacità di affrontare un forte shock negativo”.
Andando nel dettaglio del Rapporto sull’andamento dell’economia 2008 presentato da Massimo Ghiotti, si può affermare che il sistema sammarinese tiene sostanzialmente e mostra dati positivi accanto ad altri che indicano una certa decrescita.
Le aziende sammarinesi mostrano nel 2008, rispetto all’anno precedente, performance di bilancio peggiori. Ad esempio, la crescita del valore della produzione è circa la metà di quella verificatisi nel 2007.
Ancora: nel 2007 l’utile netto di esercizio aumenta quasi del 20%, nel 2008, invece, si riduce del 40%. E anche prendendo in esame il risultato medio d’esercizio, si nota nel 2008 un peggioramento in tutti i comparti.
Rallenta il fatturato ma rallentano anche le principali voci di costo. Meno marcatamente, però, nel costo del personale.
I dati positivi provengono in primo luogo dal fatto che sia nel 2007, che, seppure con minore intensità, nel 2008, il capitale investito e il fatturato aumentano.
Tra il 2006 e il 2008, si mantengono buoni anche i valori degli indici di liquidità e solidità patrimoniale.
Rispetto a questi dati non va dimenticato che il sistema delle imprese sammarinesi esaminate è, in media, di piccole dimensioni.
Ciò determina il fatto che elementi di debolezza si possono riscontrare nel livello di capitalizzazione piuttosto basso e nella propensione all’indebitamento relativamente elevata, ma rientrano comunque nella norma nella realtà delle piccole imprese. Anche la redditività, pur diminuendo nel 2008, resta su valori soddisfacenti; la redditività del capitale proprio si riduce in maniera sensibile nel 2008, ma resta superiore al valore dell’Euribor lungo tutto il triennio 2006-2008. I comparti offrono comunque alcuni elementi di differenziazione.
SETTORE SERVIZI
I servizi evidenziano nel 2008 la crescita più ampia del capitale investito e un aumento del fatturato secondo solo a quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Contemporaneamente la crescita di alcune voci di costo provoca una certa flessione dell’utile d’esercizio.
Nel settore dei servizi la quota delle società in perdita è superiore a quella riscontrata nel totale delle imprese.
I servizi, poi, presentano indici di redditività relativamente contenuti.
SETTORE MANIFATTURIERO
Sempre protagoniste nella generazione del fatturato totale, il 35%, le attività di produzione e manifatturiere, mostrano per l’anno 2008 un peggioramento visibile: calano infatti il capitale investito e il fatturato, e si riduce l’utile netto d’esercizio.
Ma permangono comunque punti di forza nel settore: relativamente bassa l’incidenza delle società in perdita e il mantenimento di indici di liquidità, di solidità patrimoniale e di redditività su livelli migliori di quelli del complesso delle imprese.
SETTORE COMMERCIO
Il commercio all’ingrosso presenta anch’esso la tendenza generalizzata di un rallentamento della crescita del capitale investito.
Ma il fatturato aumenta in maniera consistente se confrontato con l’incremento registrato nella maggior parte dei settori. Però crescono anche i principali costi a tal punto da determinare una perdita d’esercizio. Ancora debolezze si mostrano nell’elevato indebitamento e nella ridotta autonomia finanziaria.
Anche la redditività è inferiore a quella registrata dai settori nel loro complesso.
Nel commercio al dettaglio l’aumento del capitale investito è secondo solo a quello dei servizi e accelera, rispetto al 2007, l’incremento del fatturato.
Il costo del personale aumenta nel 2008, ma queste imprese recuperano un risultato netto d’esercizio positivo, dopo la perdita registrata nel 2007.
Qualche fragilità, in relazione al complesso delle imprese, si nota negli indici di liquidità, di solidità patrimoniale e di redditività.
SETTORE COSTRUZIONI E EDILIZIA
L’aumento del capitale investito è in accelerazione nel 2008, modesta, al contrario, è la crescita del fatturato.
Il rilevante peso del costo del personale determina una riduzione dell’utile di esercizio. Il dato dell’incidenza delle imprese in perdita rimane comunque inferiore rispetto alla media degli altri settori.
SETTORI ALBERGHI, RISTORANTI E AGRICOLTURA
Gli alberghi e i ristoranti presentano una debole crescita del fatturato, e come nel biennio precedente una perdita d’esercizio. Nel triennio 2006-2008, a confronto con il complesso dei settori, la quota di società in perdita è più ampia.
ISTITUTI DI CREDITO – ANALISI PATRIMONIALE – FINANZIARIA
Nel 2008 il totale delle attività di questo settore ammonta ad oltre 11.535 milioni di euro.
Una parte piuttosto consistente dell’attivo (precsamente il 44,5%) è costituita dai crediti raccolti verso la clientela.
L’altra voce di peso è quella dei titoli di proprietà: il 34,7% delle attività.
Tra il 2004 e il 2008 in media crescono entrambe le componenti, ma è decisamente più intenso lo sviluppo degli impieghi alla clientela, specialmente nel 2006.
In quest’anno i titoli di proprietà mostrano una battuta d’arresto, ma nel 2007 c’è un’inversione di tendenza con una crescita di oltre 20 punti percentuali.
Si modificano quindi gli indici di composizione dell’attivo. Nel 2004 e nel 2005, la voce più rilevante, con il 47-48%, è costituita dai titoli. Negli anni seguenti la componente più significativa sono gli impieghi alla clientela: nel 2005 incidono per il 36,8%, nel 2007 passano al 43,9%, nel 2008 arrivano, come già segnalato, al 44,5%.
L’OSSERVATORIO CONGIUNTURALE SUL CLIMA DI FIDUCIA
In merito all’analisi dell’Osservatorio Congiunturale sul clima di fiducia delle imprese sammarinesi, infine, si può affermare che rispetto all’indagine condotta a marzo (periodo di picco della recessione mondiale) le evidenze che emergono in questa occasione sono la graduale e generale ripresa dei livelli di fiducia delle imprese della Repubblica di San Marino a ritmi in linea con le aree benchmark (Italia e aree euro). I settori economici di San Marino che mostrano le maggiori criticità dal punto di vista delle fiducia sono le costruzioni, il manifatturiero e il commercio. E’ esclusivamente il settore dei servizi a segnalare un livello di fiducia leggermente positivo. In generale, la domanda insufficiente e la presenza di vincoli finanziari sono tra i principali fattori che limitano l’attività delle imprese e contribuiscono ad influenzare le attese di ripresa delle attività economiche tipiche di un periodo di robusta crescita.
Saverio Mercadante
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