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“Gli americani non hanno rispettato le regole base”. Analisi senza sconti di Pier Paolo Fabbri, Presidente dell’Associazione Bancaria -
“Certe volte accade che ci si trovi davanti a fatti che parlano da soli, molto evidenti, direi quasi scontati, ma le conclusioni non le tira mai nessuno. Mi riferisco, per esempio agli Stati Uniti, che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità generando deficit, debito impressionante. Anzi, gli Stati Uniti erano un modello da seguire, quella era la finanza più evoluta, quelle erano le tecniche più moderne per sostenere il mondo imprenditoriale. Si può affermare, invece, che i banchieri americani si sono mossi contravvenendo a quelle che sono le regole base: si finanzia chi ha un progetto ragionevole e verosimile, si finanzia chi ha la possibilità di rimborsare i prestiti concessi. Questo è stato l’elemento scatenante che poi naturalmente ha coinvolto pesantemente a catena il resto del mondo proprio per la posizione leader del mercato americano”.
Pier Paolo Fabbri (nella foto), Presidente dell’Associazione Bancaria Sammarinese, analizza con realismo e crudezza la situazione di crisi senza precedenti che sta sconvolgendo l’intero mondo finanziario e bancario internazionale con inevitabili ripercussioni sull’economia reale e sulla vita di milioni di persone.
I rischi della finanza creativa
“Qui il problema non è quello di una presunta ‘complicità’ tra le banche di tutto il mondo - sottolinea il Presidente dell’ABS - nel puntare su prodotti ad alto rischio infischiandosene delle conseguenze che avrebbero potuto avere sui mercati e sui risparmiatori. Più semplicemente si è pensato che l’investment banking fosse il vero business bancario, gli operatori sono stati tentati da questi modelli imperanti di finanza creativa. Anche in Deutsche Bank, per esempio, si è pensato qualche tempo fa che la rete retail fosse qualcosa da dismettere. Il problema è un altro, come mi disse argutamente il Dottor Fantini (amministratore delegato della Cassa di Risparmio di San Marino, ndr): questi banchieri d’oltreoceano che hanno studiato ad Harward, che posseggono questa raffinatezza tecnica, quando si è andati a scoprire le carte, abbiamo capito che avevano ‘dato via i soldi male’. Il peggior insulto che si possa affibbiare ad un banchiere. Dare via i soldi senza avere la possibilità di riportarli a casa”.
Ruolo del Fondo Monetario
“Poi sorprende, è curioso, il ruolo del Fondo Monetario Internazionale che annuncia la recessione mondiale. Assume ora il ruolo di Cassandra, quando invece ha brillato per immobilismo, sia in questa che in altre crisi precedenti. E’ inimmaginabile che un organismo internazionale non potesse avere, non dico gli strumenti di intervento, ma le capacità di monitoraggio che consentissero di suggerire dei forti interventi correttivi prima di cadere in questa crisi così grave”.
banche, imprese peculiari
“Quello che va sottolineato a chiare lettere e che è stato riconosciuto in maniera inequivocabile è la peculiarità delle banca come impresa, come un’azienda con caratteristiche per le quali non è possibile che fallisca. Qualche tempo fa su questo tema il dibattito è stato acceso. Le banche di riferimento non possono essere lasciate fallire, ce lo ha insegnato la storia precedente. Oggi il problema si ripropone e anche questa volta deve essere risolto dall’intervento pubblico. E così sta accadendo, per fortuna”.
Esasperazione del sistema
“Il sistema bancario anglosassone, liberista ad oltranza, è diventato molto più esasperato, specialmente in questo ultimo decennio, rispetto a quello europeo. C’è stata poi una spinta eccessiva al risultato d’impresa, alla necessità di presentare bilanci trimestrali in crescita di fronte agli analisti e ai mercati. E questo francamente è pazzesco. Adesso si sente parlare di contabilizzazioni diverse. Il problema è che la buona gestione di un’azienda bancaria può anche portare paradossalmente a risultati altalenanti che sono legati ad una variabile indipendente e comunque esageratamente influente sui risultati: l’andamento dei tassi. Una banca può andare benissimo ma in una situazioni di tassi che flettono porta risultati in calo. E non sempre questo si può compensare con i margini generati dai servizi che la banca offre”.
Sistema sammarinese
“Vorrei rassicurare i clienti delle banche sammarinesi. Proprio per il mio ruolo istituzionale di presidente dell’Associazione Bancaria Sammarinese ho avuto modo di confrontarmi con la direzione della Banca Centrale che monitora costantemente la situazione interna: ho avuto conferma che non c’è nessuna banca sammarinese che mostri particolari criticità. E nello stesso tempo saranno rassicurati dai provvedimenti italiani e internazionali. E per quanto riguarda i derivati mi sento di affermare che non ci sono in piedi castelli di operazioni con strutture particolarmente sofisticate e rischiose. E devo dire anche che da parte dei nostri clienti non c’è stato assolutamente nessun comportamento isterico dettato dalle notizie della crisi internazionale, pur restando grande la preoccupazione”.
Fondo Anticrac
“Il termine è molto ambiguo. Se parliamo di fondo a tutela dei depositi può rivelarsi una sorta di pannicello caldo. Se la gente vede una possibilità di default degli istituti di credito, si spaventa e scappa. Se invece per fondo anticrac intendiamo l’intervento dello Stato, come sta succedendo negli Stati Uniti, in Germania, in Francia, sul sistema bancario per garantirne la solidità e per coprire il default degli istituti di credito, allora il ragionamento è completamente diverso. E’ stato fondamentale ed indispensabile. In questo scenario mi convince di più l’intervento del governo italiano rispetto a quello americano o inglese di nazionalizzazione o seminazionalizzazione degli istituti in difficoltà: entriamo con la sottoscrizione di titoli particolari che non incidono più di tanto sulla governance della banca, diamo solo un sostegno patrimoniale all’azienda”.
Indebitamento sul Titano
“Credo che la situazione della Repubblica di San Marino sia diametralmente opposta a quella che vivono milioni di cittadini americani. Le famiglie sammarinesi sono certamente tra quelle al mondo che hanno contratto meno debiti in assoluto. Basterebbe guardare gli aggregati patrimoniali del sistema per vedere le dimensioni degli impieghi, dei finanziamenti al mondo imprenditoriale e alle famiglie rispetto alla raccolta complessiva, senza dimenticare naturalmente che abbiamo anche clienti italiani. E’ certamente una economia non indebitata, quella sammarinese. Non ci sono situazioni di forte indebitamento né nel settore delle imprese, né in quello delle famiglie”.
Un Presidente per BCSM
“Voglio anche ribadire che il sistema sammarinese non ha nessun problema di liquidità e che le nostre banche sono assolutamente in grado di risolvere in tempo reale le richieste della clientela. Diverso il discorso sull’approvvigionamento dei contanti che mostra sofferenze provocate dai rapporti tra Italia e la Repubblica di San Marino. E devo dire, che ci aspettiamo che le istituzioni risolvano rapidamente questa situazione. Un passo fondamentale sarebbe certamente la nomina del presidente della Banca Centrale, sarebbe di grande sostegno al sistema che si sta battendo come un leone. L’Associazione ha certamente mandato segnali chiari in questo senso. Ci vuole una figura di assoluto rilievo, autorevole, che sia credibile e accrediti il sistema rispetto alle controparti italiane e internazionali”.
Alcuni consigli utili
“Rilancio - conclude Fabbri - l’appello alla calma e alla lucidità ai proprietari di portafogli di titoli acquisiti. Nonostante la recessione in atto, se le aziende generano utili, hanno buone prospettive di mercato, buona gestione, non bisogna farsi prendere dall’isteria e guardare sempre ai fondamentali come unica stella polare da seguire. In un lasso di tempo ragionevolmente breve ci sarà un recupero del valore delle azioni. E non si deve far prendere dalla frenesia, dal nervosismo, anche chi detiene obbligazioni di emittenti solide, primarie. Sulle prospettive di investimento, invece all’interno di questo scenario, credo che sia opportuna una strategia prudente, mantenersi sufficientemente liquidi, non investire particolarmente a lungo. E poi attendere eventuali schiarite e a quel punto pensare di fare qualche investimento cum grano salis, selezionando attentamente”.
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