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Rubrica Lavoro
rsm - Lunedì 30 Marzo 2009

Rimini - Aziende grandi o piccole l’incertezza è trasversale - Non era mai successo dalla fine della seconda guerra mondiale. Nel 2009 potrebbe esserci un calo del Pil globale. Lo ha affermato nei giorni scorsi il direttore generale del FMI, Dominique Strauss-Kahn, in Tanzania: “Il mondo, è in grande recessione. Per il Fmi la crescita mondiale rallenterà sotto lo zero quest’anno. Il continuo peggioramento della situazione finanziaria globale, con il calo dei consumi e della fiducia delle imprese stanno deprimendo la domanda globale”.
E anche le aziende del circondario soffrono senza dubbio la crisi interna e internazionale. Ma in questi anni hanno saputo consolidarsi e hanno già dimostrato di essere in grado di superare momenti particolarmente difficili.
In questi giorni è stata diffusa l’analisi congiunturale dell’Ufficio economico di Confindustria Rimini (nella foto il Presidente Maurizio Focchi) relativa al secondo semestre 2008 e le previsioni sul 2009 che non sono certamente ottimistiche: produzione, fatturato e ordini in calo e un difficile 2009 anche sulla scia della pesante contrazione degli ordini esteri, che ovviamente si rifletterà sul fatturato di quest’anno.
Dato significativo: l’incertezza non risparmia alcun settore ed è anche trasversale rispetto alle dimensioni delle aziende.
Sino a settembre 2008 la situazione non è stata così negativa, gli ultimi tre mesi dell’anno scorso hanno inciso profondamente sui risultati che, tranne rare eccezioni, sono tutti con il segno pesantemente negativo (non accadeva nelle precedenti rilevazioni).

fatturato interno in calo
Tiene quello estero
Andando nel dettaglio nel secondo semestre 2008, si evidenzia un calo del fatturato del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2007, a causa di una notevole frenata di quello interno (-8,7%). Tiene invece quello estero (+0,8). Tra i singoli settori, benché la flessione sia generalizzata, si segnala un crollo del fatturato per i servizi (-33%) e situazioni di difficoltà nel legno e nel metalmeccanico.
Gli effetti della crisi sono più pesanti per le imprese con oltre 250 dipendenti (-12,1%) mentre il fatturato di quelle sotto i 50 addetti cresce dell’1,4%.
La produzione cala in media del 2,2%, con una flessione più marcata per le grandi aziende.
Per quel che riguarda gli ordini, il 17,27% delle imprese ha segnato un aumento, mentre per il 54,55% sono in diminuzione. Percentuale simili per gli ordini esteri in aumento per il 16,42% delle imprese e in diminuzione per il 49,25%. Dati decisamente peggiori rispetto alle precedenti rilevazioni.
Nel 2008 la spesa per investimenti nel manifatturiero è stata pari al 4,7% del fatturato, in crescita sul 2007, ma per il 2009 molte imprese non ne prevedono. Così come il 35% annuncia riduzioni di personale e il 12% anche della capacità produttiva.
L’occupazione nel secondo semestre 2008 è stata sostanzialmente stabile (-0,05%). Anche in questo caso sono le grandi aziende che soffrono di più (-0,7%).
Analizzando i valori riferiti alle previsioni sugli investimenti l’intero settore manifatturiero, il 22,8% degli imprenditori, non prevede di effettuarne nel 2009, percentuale quasi doppia rispetto al 2008.
Le aree aziendali più coinvolte in investimenti nel 2009 saranno la ricerca e sviluppo e la formazione con percentuali simili al 2008.
In particolare gli investimenti in ricerca e sviluppo saranno uguali (53,7%) o superiori (29,9%) rispetto al 2008 per l’83,6% delle imprese. Nelle altre aree l’aumento degli investimenti è più limitato. Tra i fattori critici e/o ostacoli alla realizzazione degli investimenti, l’insufficiente livello della domanda attesa (43%) e la difficoltà a reperire risorse finanziarie (38,6%).

La crisi e le strategie
di investimento
Il 56,2% del campione ha rivisto la programmazione strategica (a medio lungo termine) degli investimenti.
In particolare il 54,2% pensa di realizzare innovazione di prodotto. Il 44,1% ristrutturerà il processo produttivo, il 37,3% cercherà nuovi mercati di sbocco, il 35,6% ridurrà il personale e l’11,9% attuerà una riduzione della capacità produttiva.
Gli investimenti nel 2009 si concentreranno in ricerca e sviluppo, formazione e investimenti commerciali.
La riduzione degli investimenti riguarderà le risorse umane e nuovi immobili o ampliamento degli stessi.
Per il 69,7% degli intervistati l’implementazione di Information Technology può contribuire alla creazione di maggior valore aggiunto in ambito aziendale e quindi migliorare la competitività. L’area nelle quali tali investimenti sono considerati prioritari sono: marketing (34,2%), produzione (28,1%), amministrazione/finanza (19,3%), logistica (15,8%) e progettazione (14%).

Razionamento
del credito
L’altro grande tema, uno degli snodi centrali per tentare di uscire dalla crisi, è quello del credito: il 78,13% delle imprese campione negli ultimi tre mesi ha subito un razionamento del credito da parte delle banche. Un tavolo di confronto si è tenuto in Confindustria Rimini qualche tempo fa: sono intervenuti Confindustria Rimini, Ance Rimini, Confidi Romagna-Ferrara, 24 su 30 Istituti di credito della Provincia e il Presidente della Provincia Ferdinando Fabbri, il Sindaco di Rimini Alberto Ravaioli, e il Presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli. E’ stato chiesto alle banche di non restringere il credito, di diminuire gli spread e di concerto con le pubbliche amministrazioni, di continuare ad appoggiare l’importante azione dei consorzi fidi. Tra gli impegni scaturiti, quello di costituire un tavolo permanente che monitorerà la situazione periodicamente almeno ogni 60 giorni.


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