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Commercio: apertura a progetti e investimenti italiani -
- La rivoluzione copernicana sbarcherà in Consiglio Grande e Generale nella sessione di febbraio in prima lettura, come annunciato dal Segretario di Stato per l’industria e per il commercio Marco Arzilli nella consueta conferenza stampa del lunedì. Al centro della nuova legislazione ci sarà a fronte “di investimenti di qualità e di importanza strategica” il superamento della norma che stabilisce il possesso sammarinese del 51% delle azioni per le attività commerciali. Quindi, nelle intenzioni del governo una forte selezione, “niente porte aperte a tutti”, che prevede la costituzione di un Comitato d’Esame, formato in modo paritetico da Governo e associazioni: qui saranno valutati quei progetti - e solo quelli - rispondenti ai requisiti fissati dalla legge. “Niente automatismi e niente decisioni preconfezionate. Il timore - afferma la Segreteria - di chi teme l’assalto al settore da parte di personaggi poco chiari, con progetti di poco conto, quindi, non ha ragion d’esistere”. Gli altri passaggi fondamentali della nuova legge riguarderanno l’ampliamento delle tabelle commerciali per i centri storici, e sarà garantita la continuità del servizio attraverso una reimpostazione degli orari di apertura. Per il commercio elettronico, sarà varata un’apposita normativa che consentirà la specializzazione in un settore “così confacente alle dimensioni di un piccolo Paese come San Marino”. La coalizione di governo ha già avuto in settimana un incontro con Marco Arzilli. Il Patto di San Marino dopo aver convenuto sull’importanza del settore per l’economia del Paese e sulla validità del sistema commerciale esistente, ha espresso la propria soddisfazione al termine di questa prima tornata di confronto. E’ stato colto positivamente - afferma una nota - “lo spirito che anima le proposte della Segreteria ovvero una decisa e concreta svolta verso la qualità per dare a tutti gli operatori la possibilità di elevare la propria offerta e la propria professionalità”. Meno entusiasta sembra l’Unione Sammarinese Commercianti. “Una liberalizzazione indiscriminata - ha spiegato Carlo Lonfernini, presidente dell’associazione alla televisione di stato - può dare luogo a iniziative da parte di personaggi che, a quanto ci risulta, si stanno mettendo in fila per l’assalto all’imprenditoria commerciale sammarinese, l’unica rimasta completamente in mano locale”. “Non vorremmo - ha rimarcato con forza - che una liberalizzazione porti qualcosa di problematico e ci faccia fare una brutta fine, come avvenuto in altri settori”. Ma l’USC non contesta tanto il principio del superamento della norma che stabilisce il possesso sammarinese del 51% delle azioni. Piuttosto auspica che “eventuali aperture siano riservate a iniziative di grande valore e a grandi firme che dovrebbero cominciare a interessare il centro storico e il settore turistico-commerciale, quello che ha più bisogno di essere qualificato”.
Saverio Mercadante
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