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Rubrica Politica
rsm - Lunedì 8 Febbraio 2010

Tra BCSM e il Governo dopo i tuoni torna il sereno -
Tanto tuonò che... non piovve. Almeno così sembra, dopo la prima riunione del Comitato per il Credito e per il Risparmio che si è tenuta il 5 gennaio scorso. Quattro ore di riunione per guardarsi negli occhi e valutare qual era lo stato dell’arte della reciproca fiducia dopo le scintille di fine anno, che avevano provocato le reazioni risentite di Banca Centrale, e a stretto giro di posta la risposta altrettanto piccata del Governo. “Inopportune, sbagliate, irresponsabili. E prima di tutto sorprendenti”, erano state giudicate le affermazioni dei vertici BCSM alla conferenza stampa di fine anno. L’ultima Assemblea dei soci era stata piuttosto infuocata. “Non pensavamo - aveva sottolineato il Segretario di Stato per le Finanze - che si traducessero in una reazione così nervosa e ingiustificata”. Insomma, le nuvole che si addensavano sulla riunione del Comitato erano nerissime, si vociferava addirittura di dimissioni, ma sembra che una ventata di buon senso e di responsabilità istituzionale le abbia disperse, almeno a leggere le prime dichiarazioni del Segretario di Stato Gabriele Gatti: “Bcsm è fondamentale per noi in questo momento e i rapporti dovranno essere improntati alla chiarezza, fermezza e franchezza. Il clima in ogni caso è stato disteso”. Secondo le indiscrezioni, il Governo ha confermato le sue critiche alla conferenza stampa di fine anno di Banca Centrale. Si è certamente iniziato ad affrontare il “caso Caringi”, e le sue dichiarazioni al magistrato forlivese Fabio Di Vizio, dominus del-l’inchiesta Varano che ha visto coinvolti i vertici della Cassa di Risparmio. Ricordiamo che i vertici di Banca Centrale, hanno fortemente sostenuto l’operato di Caringi e contestato interpretazioni a loro dire non corrette. Fra le accuse quella che più aveva fatto infuriare il Presidente Bossone, una soprattutto: in quanto italiani i vertici di Banca Centrale possono limitare l’autonomia dello Stato. “Operiamo nel rispetto delle leggi e ci impegniamo a farle rispettare - aveva affermato - forse per questo diamo fastidio a chi non le vorrebbe”. Ma nella lunga riunione si è cercato di dare la priorità ai problemi reali, decisivi per il futuro dell’economia sammarinese: la liquidità delle banche, gli effetti dello scudo fiscale, e l’accordo che si dovrà definire fra Banca Centrale e Banca d’Italia, reso possibile dall’intesa in materia finanziaria fra Italia e San Marino, firmato il 29 novembre scorso. Ora una nuova riunione del Comitato è stata fissata per la prossima settimana, sembra che si sia veramente alla ricerca di un clima di collaborazione e di ricerca di reciproco riconoscimento e fiducia. Certo sarebbe una iattura a livello internazionale una crisi tra Banca Centrale e Governo, i riflessi sulla credibilità delle nostre istituzioni sarebbero devastanti. Altro appuntamento decisivo per l’economia del Paese il vertice previsto per il 18 gennaio a Roma presso l’Agenzia delle Entrate: tema principale quello della rappresentanza fiscale per le aziende sammarinesi. L’incontro tra la delegazione sammarinese e i tecnici dell’Agenzia delle entrate dovrà stabilire i criteri per l’adozione delle nuove disposizioni comunitarie.

Saverio Mercadante



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